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La premiazione dopo la corsa: cosa succede davvero dietro le quinte spiegato da chi vi lavora

📅 23 Agosto 2026✍️ di Emanuele Tabacci⏱️ 7 min di lettura

Arrivi sotto il palco della premiazione con il cuore ancora alto e le mani occupate: una capezza, una coperta, forse il telefono di un proprietario che chiama già. È qui che si gioca la parte meno vista ma più delicata della giornata. E, se ci lavori, sai che ogni secondo conta: dal benessere del cavallo all’ordine del podio, dalle verifiche ufficiali ai rapporti con sponsor e media.

Ci sono protocolli precisi, ma la differenza la fai tu: preparazione, lucidità e rispetto delle priorità. Cresciuto all’ombra dell’ippodromo di Merano e passato più volte dal lato del groom, ti porto dietro le quinte per farti scegliere cosa fare, quando farlo e cosa evitare, senza romanticismi.

I primi 5 minuti: rientro, raffreddamento e pesatura

Il traguardo non è la fine: è l’inizio del lavoro vero. Tu devi gestire tre urgenze in parallelo: cavallo, verifica pesi e tempi del cerimoniale.

Per il galoppo, la sequenza di solito è: rientro, allentare il morso, togliere la sella nell’area designata, pesatura del fantino con selleria, conferma dei commissari. Tu intanto controlli respiro e temperatura, tieni il cavallo al passo e valuti se servono acqua e spugnature leggere. Mai buttare acqua ice-cold a caso: bagna, raschia, ripeti. Se sudi tu, stai lavorando bene.

Per il trotto, l’ordine cambia: il driver rientra con il sulky, si procede a verifiche su bardature e assetto, mentre tu controlli battito e idratazione. La selleria ha un ruolo minore rispetto al galoppo, ma attenzione ai controlli sugli ausili (nastri, chiudibocca, martingale assimilabili): se ti chiedono di non toccare nulla, non toccare.

Se il cavallo è accaldato, prima viene il raffreddamento, poi la parata. Nessuno sponsor ti vorrà in foto con un soggetto in sofferenza. Ricordalo quando il presentatore ti sollecita: fai un cenno, chiedi due minuti, e continua a camminare.

Verifiche ufficiali: fotofinish, reclami e antidoping

Finché i commissari non dichiarano il risultato “ufficiale”, tu non hai davvero vinto nulla. Può arrivare un reclamo, un’osservazione su cambi di corsia, o una verifica di equipaggiamento. Tieni il cavallo calmo, evita contatti con altre scuderie e rimani a portata di voce della giuria.

Sulle analisi antidoping: a sorteggio o per classifica, possono chiamarti in box controllo. Qui contano tracciabilità e pazienza. Consegna il cavallo al veterinario designato, segui le istruzioni per raccolta dei campioni, firma tutto con calma. La catena di custodia è standardizzata in accordo con i protocolli della Agenzia mondiale antidoping e con le procedure nazionali di NADO Italia. Non c’è scorciatoia: se il cavallo deve urinare, aspetti. Nel frattempo comunica al tuo team che la premiazione potrebbe slittare o che invierai un delegato.

Sui tempi: considera 5–10 minuti per fotofinish e dichiarazioni, 10–15 per reclami semplici, molto di più se scatta l’antidoping immediato. Il tuo compito è aggiornare proprietario e allenatore con informazioni chiare: “Siamo in verifica pesa, poi giuria, cavallo ok, temperatura in calo”. Zero giri di parole.

Il cerimoniale: ruoli, ordine e imprevisti

Quando la giuria dà l’ok, scatta il copione della premiazione. Ordine tipico sul palco: rappresentante dell’ente organizzatore, sponsor, proprietario, allenatore, fantino/driver, groom. A terra: fotografo ufficiale, addetto stampa, responsabile protocolli.

Tu devi decidere dove posizionarti e come presentare il cavallo. Se è nervoso, tieniti lato testa con margine di fuga e scegli una coperta leggera. Se è tranquillo, puoi accettare ghirlande e pettorali celebrativi. Prima di entrare, controlla: cinghie della coperta chiuse, badge visibili, nessun logo non autorizzato. Gli sponsor guardano i dettagli, i commissari pure.

Se ti chiedono di muovere il cavallo per la “vittoria di rito”, valuta il terreno. Su erba bagnata, il rischio scivolata è alto; meglio un passo sostenuto che un mezzo trotto. Spiegalo al presentatore se insiste: la sicurezza prima di tutto.

Come scegliere cosa fare, minuto per minuto

Il punto non è fare di più: è fare le cose giuste nell’ordine giusto. Ecco i criteri che devi usare sul campo.

– Stato fisiologico: se respira corto, priorità a raffreddamento e passo. Se è calmo e asciutto, vai diretto alla parata. Non farti ingannare dall’adrenalina: guarda la pancia che sale e scende, conta mentalmente.

– Meteo: con caldo umido, prediligi spugnature ripetute e raschiatore; con freddo secco, una coperta leggera post-corsa. Niente estremi.

– Livello dell’evento: nei grandi premi, il protocollo è rigido. Se salta il tuo orario per antidoping, manda un delegato sul palco e resta col cavallo. Nelle riunioni minori, puoi negoziare un ingresso tardivo di 2–3 minuti.

– Tipo di corsa: al trotto, più attenzione alle bardature e al personale che maneggia il sulky; al galoppo, focus su pesatura e selleria. Tu ti muovi solo quando i commissari annuiscono.

– Team communication: decidi prima chi parla con sponsor e chi con la giuria. Uno solo risponde ai media, gli altri lavorano sul cavallo. Ogni voce in più crea rumore.

Gli errori più comuni (e come evitarli)

– Bere troppo e troppo presto: lascia bere a piccoli sorsi, poi cammina. L’acqua non è un premio da ingurgitare, è una terapia da dosare.

– Togliere tutto subito: non smontare bardature prima del via libera dei commissari. Puoi allentare, non svestire il cavallo.

– Dimenticare la pesa: al galoppo, la sequenza sella–pesa è sacra. Se salti un passaggio, rischi la squalifica. Tu accompagni il fantino e controlli che niente si perda per strada.

– Social prima dei giudici: postare la “vittoria” mentre c’è un reclamo in corso è il modo più rapido per fare una figuraccia. Aspetta l’ufficiale.

– Sovraccaricare il cavallo in parata: ghirlande pesanti, coperte termiche su un soggetto ancora caldo, troppi selfie. Tu sei il filtro: no garbato e si va avanti.

– Non avere un piano B: coperta di riserva, capezza con catena se servisse controllo extra, spugna e raschiatore sempre a portata. Gli imprevisti amano la fretta.

Piccoli allevatori, grandi scelte

Se rappresenti una realtà familiare, ogni apparizione conta doppio. Usa la premiazione come vetrina, ma non svendere il cavallo alla foto di rito. Due scatti puliti, cavallo in asse, equipaggiamento ordinato: è immagine di competenza. Presenta chi ha lavorato: il groom in foto non è un favore, è riconoscimento del mestiere. E con i media, fatti trovare con dati chiari: genealogia, distanza preferita, prossimi obiettivi. Professionalità batte volume di voce, sempre.

Se fossi al posto tuo, farei così

Metterei il cavallo al centro e tutto il resto intorno. Prima raffreddamento, poi protocolli, poi spettacolo. Preparerei una borsa “premiazione” standard: coperta leggera, pettorale pulito, spugna, raschiatore, un asciugamano per le mani, una capezza con moschettone silenzioso, salviette per togliere sporco sul muso. Concorderei con l’allenatore un segnale semplice: pollice in su per parata pronta, pollice a lato se servono 2 minuti. E ribadirei la regola d’oro al team: nessuno tocca selleria o bardature finché i commissari non dicono ok.

Sulle interviste, scegli una frase guida: “Cavallo bene, ha gradito il terreno, ringraziamo il team”. Il resto lo gestisce l’allenatore. Tu rimani sull’orecchio del cavallo, occhi vivi e mani ferme. È così che si vedono i professionisti.

Checklist operativa per la premiazione

  • Appena dopo l’arrivo: passo lungo, allenta il morso, spugna–raschia a cicli brevi se caldo.
  • Galoppo: accompagna il fantino all’area sella e pesatura, non toccare nulla senza indicazioni.
  • Trotto: attendi verifiche su bardature e sulky, tieni il cavallo in movimento controllato.
  • Ascolta la giuria: niente social, niente smontaggi completi finché il risultato non è ufficiale.
  • Antidoping: segui il veterinario, firma con calma, aggiorna il team e predisponi un delegato sul palco se serve.
  • Ingresso in parata: coperta leggera, loghi autorizzati, cavallo presentato pulito ma non stressato.
  • Foto: due posizioni standard (fronte tre quarti e profilo), poi via, passo e aria.
  • Uscita dal palco: controlla nuovamente respiro e temperatura, acqua a piccoli sorsi, ritorno al box.
  • Debrief: note su reazioni del cavallo in parata, tempo di recupero, materiali da lavare e ripristinare.
  • Archiviazione: conserva i moduli firmati e segnala eventuali osservazioni dei commissari all’allenatore.

Se fai tutto questo, la premiazione smette di essere un caos e diventa quello che deve essere: l’ultimo atto professionale di una corsa ben fatta. Il cavallo ringrazia, gli sponsor notano, e tu, dietro le quinte, costruisci reputazione. È lì che si vince davvero, molto dopo il palo.

Emanuele Tabacci

Cresciuto vicino all’ippodromo di Merano, Emanuele ha sviluppato una profonda conoscenza delle corse al galoppo e trotto. Ama approfondire le storie dei piccoli allevatori e scrive spesso di strategia di gara e cura degli animali, grazie anche a esperienze come groom per una scuderia locale.