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Come riconoscere un cavallo favorito prima della partenza? L’indicazione che osservano gli esperti in pista

📅 19 Agosto 2026✍️ di Raffaella Zannotti⏱️ 5 min di lettura

Era una giornata di sole al galoppatoio di San Siro quando ho visto per la prima volta quello che gli esperti della pista chiamano “il segnale”. Un cavallo baio, dalla corporatura possente, si muoveva fra i cancelli di partenza con una fluidità insolita, quasi come se stesse ballando piuttosto che camminare. Il fantino mi lanciò uno sguardo di quelli che dividono i segreti, e in quel momento capii che esisteva tutto un universo di dettagli che solo chi vive a stretto contatto con questi straordinari animali riusciva a cogliere prima del via.

Da quindici anni seguo le corse ippiche italiane come corrispondente, ma la passione mi viene da molto lontano. Sono cresciuta fra scuderie e maneggi, ho partecipato alle prime competizioni regionali di salto ostacoli da adolescente, e quella esperienza mi ha insegnato a osservare il cavallo oltre l’apparenza. Quando lavoro, nonostante conosca i dati ufficiali, le quotazioni, gli ultimi allenamenti registrati dai groom, rimango sempre affascinata dal fatto che i veri campioni si lasciano scappare indizi molto prima di montare in sella. Gli esperti di pista lo sanno bene e ogni volta che mi trovo in tribuna, vedo questi professionisti che leggono i cavalli come fossero libri aperti.

Lo stato muscolare e la brillantezza dello sguardo

Quando un cavallo è davvero favorito, nel senso che gode di una condizione fisica ottimale, lo si percepisce prima ancora di osservare il mantello. I muscoli sono tonici, leggermente gonfi sotto la pelle, ma non in modo eccessivo: è quella leggera tensione che parla di mesi di preparazione metodica. Ho visto trainer esperti toccare il collo di un cavallo per capire se la muscolatura è al suo apice, non con gesti plateali, ma con movimenti quasi impercettibili durante le operazioni di controllo.

Ancora più rivelatrice è però la brillantezza dello sguardo. Un cavallo che arriva in pista favorito ha gli occhi molto aperti, leggermente umidi, con quella particolare chiarezza che gli addetti al settore riconoscono subito. Non è uno sguardo fisso, bensì mobile e attentissimo all’ambiente circostante. Gli occhi opachi, al contrario, parlano di stanchezza o di scarsa concentrazione mentale. Mi ricordo una riunione al Sesana di Milano dove uno dei miei cavalli preferiti aveva gli occhi stranamente spenti: finì per arrivare quinto, quando era quotato come grande favorito.

La fluidità del movimento e l’assetto anatomico

Nel momento in cui il cavallo raggiunge il recinto di partenza, il suo modo di muoversi racconta tutto sulla sua condizione. Ho imparato a distinguere fra i movimento steccato, che parla di tensione nervosa, e il movimento fluido e scivolato che indica serenità mentale combinata con prepararazione fisica eccellente.

I fantini più esperti lo sanno perfettamente: osservano come il cavallo posa le zampe, se lo fa con decisione e con ritmo, oppure se mostra incertezze nei cambi di direzione. Un cavallo veramente in forma esegue questi piccoli movimenti di riscaldamento come se fosse una danza ben coreografata. L’assetto anatomico conta moltissimo: le spalle devono essere sciolte, il garrese – quella protuberanza fra il collo e il dorso – deve apparire prominente e ben definito, segno di una muscolatura dorsale sviluppata.

Spesso noto come gli Veterinari (professione)|veterinari ufficiali della corsa controllano aspetti molto specifici durante le visite pre-gara. Guardano l’angolo che forma la gamba anteriore del cavallo quando è in stazione, verificano la simmetria dell’appoggio, toccano leggermente il tendine per sentire se è caldo e gonfio. Questi sono segnali che raccontano se il cavallo è stato davvero preparato nel modo giusto.

Il comportamento psicologico e gli ultimi dettagli

Uno degli aspetti che durante la mia carriera ho appreso a osservare con maggiore attenzione è il comportamento psicologico del cavallo nei minuti precedenti la partenza. Un favorito vero tende a mostrare una calma consapevole: non è apatico, bensì concentrato. Mantiene le orecchie in avanti, segno di attenzione e interesse. Se le orecchie sono all’indietro, il cavallo potrebbe sentire paura o insicurezza.

Il rapporto fra il cavallo e il fantino è cruciale in questi momenti. Ho visto coppie ormai collaudate che comunicherebbero anche senza parole, mentre accoppiamenti improvvisati talvolta portano a situazioni tese, perfino pericolose. Il fantino migliore non forza mai il cavallo nei gates, piuttosto lo rassicura con tono di voce basso e movimenti calmi.

Un dettaglio che raccolgo sempre dai clip e dalle conversazioni coi groom riguarda il sudore. Un leggero sudore sulle spalle è perfettamente normale e indica anche una certa eccitazione positiva, ma il sudore freddo sul collo può essere un campanello d’allarme. Poi c’è la respirazione: un cavallo favorito respira con regolarità, senza ansimazioni strane o pause anomale.

La lettura degli esperti in tribuna

Gli esperti che seguono le corse da anni imparano a combinare tutti questi segnali in pochi secondi. Non è magia, è esperienza accumulata, capacità di leggere simultaneamente il corpo, gli occhi, i movimenti e il contesto generale. Ho visto trader e scommettitori professionisti che cambiano le loro puntate proprio nei minuti precedenti il via, dopo aver osservato il cavallo dal vivo. Questi non confidano ciecamente sui dati storici, perché sanno che il giorno della gara il cavallo potrebbe non essere al cento per cento, oppure potrebbe addirittura superare le aspettative.

La Ipica|disciplina ippica insegna umiltà. Ho imparato che nessuna previsione è certa, che i cavalli sono esseri viventi con emozioni e stati di forma variabili, e che il valore di chi sa leggere questi segnali sta proprio nella capacità di adattarsi alla realtà del momento, non ai pronostici teorici. Quando finalmente il cancelletto si apre e il cavallo parte, tutti i segnali che gli occhi attenti hanno raccolto si trasformano in realtà concreta sulla pista. Ed è in quegli istanti di tensione estrema che capisci perché i veri appassionati rimangono incollati a questa disciplina, generazione dopo generazione.

Raffaella Zannotti

Appassionata di cavalli fin da bambina, Raffaella ha trascorso l'adolescenza tra scuderie e maneggi, partecipando alle prime gare regionali di salto ostacoli. Negli ultimi 15 anni ha seguito come corrispondente le principali corse ippiche italiane, raccontando storie di fantini e purosangue.